Hack the Landscape: i nostri studenti progettano il futuro dei Paesaggi Vitivinicoli UNESCO

Quattro studenti dell’indirizzo Enogastronomia e Ospitalità alberghiera del nostro Istituto hanno partecipato, il 29 e 30 settembre, a “Hack the Landscape – Hackathon, idee per coltivare il futuro”, iniziativa promossa dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, territorio riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2014.

A rappresentare il nostro Istituto sono stati Francesca Serra della classe 4F, Lorenzo Picollo e Sara Picollo della classe 5G e Ira Vena della classe 5F.

Il progetto, rivolto alle giovani generazioni, nasce con l’obiettivo di stimolare una riflessione partecipata sul futuro del territorio e del paesaggio vitivinicolo, chiamando gli studenti non soltanto a conoscere un patrimonio di straordinario valore, ma anche a immaginare come tutelarlo e consegnarlo alle generazioni future.

L’iniziativa ha coinvolto studenti delle scuole superiori delle province di Cuneo, Asti e Alessandria, che si sono confrontati con alcune delle principali sfide che riguardano oggi i territori UNESCO: la tutela del paesaggio, lo sviluppo di un turismo sostenibile, il rapporto tra tradizione e innovazione e le trasformazioni determinate dai cambiamenti climatici.

Il momento centrale del progetto è stato l’hackathon residenziale di due giorni, ospitato presso Villa Moffa a Bra. Circa quaranta studenti, suddivisi in gruppi di lavoro e affiancati da facilitatori ed esperti, hanno avuto l’opportunità di confrontarsi, condividere punti di vista e sviluppare idee e proposte progettuali dedicate al futuro dei Paesaggi Vitivinicoli UNESCO.

Un’esperienza particolarmente significativa anche per gli studenti del corso di Enogastronomia, chiamati quotidianamente, nel proprio percorso di studi, a comprendere il profondo legame che unisce prodotto, territorio, cultura e comunità.

Partecipare a un hackathon significa andare oltre la semplice acquisizione di conoscenze: significa imparare a lavorare insieme, osservare un problema da prospettive differenti, mettere in relazione competenze diverse e trasformare una riflessione in una proposta concreta.

“Hack the Landscape” ha offerto così ai nostri ragazzi l’occasione di diventare protagonisti di una domanda che riguarda tutti: come possiamo conservare l’identità dei nostri territori senza rinunciare all’innovazione e come possiamo costruire un modello di sviluppo capace di coniugare ambiente, turismo, produzione e qualità della vita?

Perché un paesaggio non è soltanto ciò che abbiamo ricevuto dal passato. È anche ciò che scegliamo di costruire per il futuro.

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